Guida completa alla rivalutazione dell’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento è la somma mensile che il genitore più benestante versa all’altro genitore dopo il divorzio e la rivalutazione assegno mantenimento è la procedura con la quale il potere d’acquisto viene protetto nel tempo.
Il costo medio della vita non resta infatti costante, ma muta nel tempo seguendo i cambiamenti dello scenario economico del paese.
Quando viene stabilita la somma dell’assegno di mantenimento durante la procedura legale di divorzio, il calcolo viene effettuato tenendo conto del costo medio della vita al momento del calcolo.
Può accadere che il costo medio della vita si modifichi e che il potere di acquisto del denaro aumenti o diminuisca, rendendo necessaria una rivalutazione assegno mantenimento rispettivamente al ribasso o al rialzo.
L’obiettivo della rivalutazione è garantire lo stesso potere d’acquisto nel tempo, per consentire ai figli di mantenere lo stile di vita che avevano prima del divorzio dei genitori e per dare al genitore meno benestante la possibilità di coprire tutte le spese ordinarie e le spese straordinarie obbligatorie da sostenere per i figli.
Rivalutazione automatica dell’assegno di mantenimento

La rivalutazione automatica dell’assegno di mantenimento viene fatta ogni anno, utilizzando gli indici Istat aggiornati.
Solitamente il calcolo del nuovo importo viene eseguito esclusivamente riferendosi agli indici mostrati dall’Istat, ma il giudice e/o le parti possono anche indicare altri parametri che devono essere presi in esame.
E’ la legge 898/1970 sul divorzio al comma 7 dell’articolo 5 a stabilire l’obbligatorietà di questo adeguamento dell’assegno di mantenimento.
Secondo alcune sentenze della Corte di Cassazione, la rivalutazione si rende necessaria anche nel caso di separazione e non solo di divorzio.
La legge stabilisce che l’adeguamento sia obbligatorio e che debba essere eseguito annualmente indipendentemente da quanto stabilito dal giudice o dalle parti.
Rivalutazione assegno di mantenimento in diminuzione
La rivalutazione in diminuzione dell’assegno di mantenimento è un caso molto particolare.
Questo scenario si verifica quando il mercato economico del paese determina una riduzione del costo della vita, rendendo la cifra versata mensilmente dal genitore più benestante eccessiva per il mantenimento dello stesso stile di vita dei bambini.
Generalmente la riduzione del costo della vita non comporta una riduzione della somma dell’assegno di mantenimento, la regola generale vuole infatti che si continui a versare l’importo stabilito da giudice al momento del divorzio.
La riduzione dell’assegno viene consentita solo nel caso in cui l’importo versato dal genitore più benestante risulti maggiore del necessario pur dopo aver applicato l’indice Istat negativo.
Questa è l’unica situazione in cui si può ottenere una rivalutazione in diminuzione.
Rivalutazione assegno di mantenimento arretrata
L’ex coniuge che ha il diritto di ricevere l’assegno mensile di mantenimento per i figli può chiedere il pagamento degli arretrati e dei relativi interessi nel caso in cui non sia stata effettuata la rivalutazione o il genitore più benestante non abbia versato quanto dovuto.
All’individuo beneficiario viene chiesto di procedere con un atto di precetto, per poi eventualmente avviare una procedura espropriativa nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo tra le parti, o nel caso in cui l’ex coniuge a cui spetta il versamento dell’assegno non risulti adempiente.
L’avvio di una procedura legale di espropriazione per il recupero dei crediti rende necessario il ricorso ad un avvocato specializzato, dal momento che saranno tanti gli elementi da tenere in considerazione per vincere la causa.
Si ricorda che esiste un termine di prescrizione di cinque anni per il calcolo degli arretrati e dei relativi interessi maturati.
La richiesta di rivalutazione arretrata porterà dunque all’analisi degli ultimi cinque anni, mentre tutto quello non ricevuto prima di questo lasso di tempo non potrà essere in alcun modo recuperato, neanche con la procedura di espropriazione.
Rivalutazione Istat assegno mantenimento: come si calcola

Per la rivalutazione Istat dell’assegno di mantenimento si fa riferimento all’indice FOI dell’Istat.
Questo indice misura i prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati, escludendo i tabacchi.
Per trovare il valore di questo indice, visita la pagina ufficiale dell’Istat.
Qui troverai il valore corrente dell’indice e le variazioni percentuali rispetto ai mesi precedenti e agli anni precedenti.
Per calcolare l’aumento dell’assegno di mantenimento, si confronta l’indice FOI attuale con quello del primo mese dell’anno precedente.
La differenza percentuale viene applicata all’importo dell’assegno stabilito dal giudice per determinare se l’importo deve essere aumentato.
Per evitare calcoli manuali e possibili errori, puoi utilizzare lo strumento di calcolo online disponibile sul sito ufficiale dell’Istat.
Questo strumento calcola automaticamente la rivalutazione, indicando se l’importo mensile deve essere modificato.
Modello richiesta di adeguamento dell’assegno di mantenimento
Si è detto che la rivalutazione viene effettuata in automatico ogni anno, tenendo conto dell’indice FOI pubblicato dall’Istat.
Al genitore che riceve l’assegno viene data però la possibilità di effettuare una richiesta di adeguamento, o anche di fare una richiesta per ricevere gli eventuali arretrati con gli interessi.
Per effettuare questa richiesta ed avviare la procedura è necessario compilare correttamente la lettera di richiesta adeguamento.
Per non commettere errori è utile affidarsi ad un avvocato esperto, che aiuti ad evitare problemi e far valere i propri diritti e quelli dei bambini.
Condizioni per la Rivalutazione
La rivalutazione può essere richiesta in caso di cambiamenti significativi nelle condizioni economiche di uno dei coniugi, come perdita di lavoro, riduzione o aumento del reddito.
Anche nuove responsabilità familiari come la nascita di figli da un nuovo matrimonio possono giustificare la richiesta di revisione dell’assegno di mantenimento.
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche le variazioni nei costi educativi e sanitari dei figli possono essere motivo valido per la revisione dell’assegno.
La richiesta di rivalutazione deve essere supportata da prove documentali dettagliate, dimostrando i cambiamenti sopravvenuti.
La presentazione della richiesta al tribunale deve essere accompagnata da una documentazione finanziaria completa per facilitare l’analisi del giudice.
Il giudice deve valutare non solo l’aspetto economico ma anche il benessere dei figli e la capacità contributiva di entrambi i genitori, garantendo una decisione equilibrata e giusta.
Esempi reali di rivalutazione dell’assegno di mantenimento
Esempio 1: Rivalutazione al rialzo per aumento del costo della vita
Situazione iniziale:
Assegno di mantenimento iniziale: 500 euro mensili
Anno di stabilimento dell’assegno: 2020
Dati ISTAT:
Indice FOI gennaio 2020: 102,3
Indice FOI gennaio 2024: 105,6
Calcolo della rivalutazione:
Variazione percentuale FOI: ((105,6 – 102,3) / 102,3) * 100 = 3,23%
Importo rivalutato dell’assegno: 500 + (500 * 3,23 / 100) = 516,15 euro
Risultato:
L’assegno di mantenimento viene aumentato a 516,15 euro mensili per mantenere il potere d’acquisto adeguato.
Esempio 2: Rivalutazione al ribasso per diminuzione del costo della vita
Situazione iniziale:
Assegno di mantenimento iniziale: 700 euro mensili
Anno di stabilimento dell’assegno: 2022
Dati ISTAT:
Indice FOI gennaio 2022: 104,5
Indice FOI gennaio 2024: 103,2
Calcolo della rivalutazione:
Variazione percentuale FOI: ((103,2 – 104,5) / 104,5) * 100 = -1,24%
Importo rivalutato dell’assegno: 700 – (700 * 1,24 / 100) = 691,32 euro
Risultato:
L’assegno di mantenimento viene ridotto a 691,32 euro mensili a causa della diminuzione del costo della vita.
Esempio 3: Rivalutazione arretrata per mancato adeguamento
Situazione iniziale:
Assegno di mantenimento iniziale: 600 euro mensili
Anno di stabilimento dell’assegno: 2019
Adeguamenti mancati: 2020, 2021, 2022, 2023
Dati ISTAT:
Indice FOI gennaio 2019: 100
Indice FOI gennaio 2020: 101,2
Indice FOI gennaio 2021: 102,5
Indice FOI gennaio 2022: 103,8
Indice FOI gennaio 2023: 105,0
Calcolo della rivalutazione:
Adeguamento 2020: 600 + (600 * 1,2 / 100) = 607,20 euro
Adeguamento 2021: 607,20 + (607,20 * 1,3 / 100) = 615,10 euro
Adeguamento 2022: 615,10 + (615,10 * 1,3 / 100) = 623,09 euro
Adeguamento 2023: 623,09 + (623,09 * 1,2 / 100) = 630,56 euro
Somma arretrati:
Totale arretrati: (607,20 – 600) + (615,10 – 607,20) + (623,09 – 615,10) + (630,56 – 623,09) = 30,95 euro
Risultato:
L’assegno di mantenimento viene aggiornato a 630,56 euro mensili e l’ex coniuge riceve 30,95 euro per gli arretrati.
Esempio 4: Rivalutazione per perdita del lavoro da parte del coniuge obbligato
Situazione iniziale:
Assegno di mantenimento iniziale: 800 euro mensili
Anno di stabilimento dell’assegno: 2021
Anno di richiesta di rivalutazione: 2024
Cambiamento:
Il coniuge obbligato perde il lavoro e non ha altre fonti di reddito.
Procedura:
Il coniuge obbligato deve presentare una richiesta formale al tribunale, supportata da documentazione che attesti la perdita del lavoro e la mancanza di reddito.
Risultato:
Il giudice, valutando la nuova situazione economica, potrebbe decidere di ridurre temporaneamente l’assegno di mantenimento a 400 euro mensili fino a quando il coniuge non ritrova una stabilità lavorativa.
Esempio 5: Rivalutazione per aumento significativo del reddito di un coniuge
Situazione iniziale:
Assegno di mantenimento iniziale: 500 euro mensili
Anno di stabilimento dell’assegno: 2020
Anno di richiesta di rivalutazione: 2024
Cambiamento:
Il coniuge ricevente ottiene un aumento significativo del reddito da 1.500 euro a 3.000 euro mensili.
Procedura:
Il coniuge obbligato può presentare una richiesta al tribunale per rivalutare l’assegno, fornendo prove dell’aumento di reddito del coniuge ricevente.
Risultato:
Il giudice potrebbe decidere di ridurre l’assegno di mantenimento a 300 euro mensili, considerando che il coniuge ricevente ha ora una maggiore capacità contributiva.
Avvocato per la rivalutazione dell’assegno di mantenimento: come trovarlo
Per richiedere la rivalutazione assegno mantenimento è importante avere al proprio fianco un avvocato professionista.
Per individuare il miglior legale per le tue esigenze puoi affidarti al nostro network di avvocati, AvvocatO Divorzista Milano: qui sarai messo in contatto con il professionista più adatto e ti sarà garantita assistenza dall’inizio alla fine.
La rivalutazione dell’assegno di mantenimento è necessaria per continuare ad offrire ai propri figli lo stesso stile di vita, anche quando il costo della vita cambia.
Con la procedura di rivalutazione ciò diventerà possibile.