Assegno di mantenimento per i figli: cosa fare in caso di mancato pagamento?

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento per il coniuge oppure per i figli espone il soggetto inadempiente a delle conseguenze giuridiche importanti, anche dal un punto di vista penale.
Quando una coppia si separa è necessario tutelare gli interessi della prole e della parte debole del rapporto coniugale.
Pertanto, i genitori, a prescindere della fine della relazione amorosa, hanno il compito di provvedere all’educazione, istruzione e al sostentamento economico della prole, i quali, di fatto, continuano a conservare ogni diritto nei confronti dei propri genitori.
Ciò viene garantito per mezzo dell’erogazione dell’assegno di mantenimento, generalmente versato dal genitore non convivente, cioè colui il quale non condivide la residenza con la propria prole.
Cos’è l’Assegno di Mantenimento?
L’assegno di mantenimento è una somma di denaro periodica, solitamente mensile, che uno dei genitori versa per garantire ai figli lo stesso tenore di vita avuto prima della separazione o del divorzio.
Questo assegno è generalmente a carico del genitore che non vive prevalentemente con i figli.
L’importo dell’assegno viene determinato in base a vari fattori, come il tempo che i figli trascorrono con il genitore obbligato e le capacità economiche dei genitori.
Il diritto dei figli a essere mantenuti è sancito dalla Costituzione italiana e regolato da diversi articoli del Codice Civile, tra cui l’art. 315 bis, che stabilisce il dovere dei genitori di mantenere ed educare i figli, e l’art. 337 septies, che estende questo obbligo anche ai figli maggiorenni non economicamente indipendenti.
In caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, il genitore inadempiente può incorrere in sanzioni penali secondo l’art. 570 bis del Codice Penale, come recentemente confermato dalla Corte di Cassazione.
Per ulteriori dettagli, puoi leggere l’articolo dedicato all’assegno di mantenimento qui.
Conseguenze del Mancato Pagamento dell’Assegno di Mantenimento
Non pagare regolarmente l’assegno di mantenimento espone il soggetto inadempiente a responsabilità di natura civile e panale.
Come sopra illustrato, infatti, il genitore che non versa il mantenimento corre il serio rischio di dover affrontare un processo penale a causa della violazione dell’art. 570 Bis del Codice penale.
Sotto il profilo civilistico, invece, il genitore che non paga il mantenimento ai figli rischia di dover affrontare un processo di esecuzione civile, con conseguente pignoramento e vendita coattiva dei suoi beni al fine di soddisfare il diritto di credito che vantano i figli nei suoi confronti.
In poche parole, i rimedi civili messi a disposizione dei figli per tutelare i propri interessi sono il pignoramento dei beni, il sequestro e l’ordine di pagamento diretto.
Attraverso quest’ultimo istituto, in poche parole, il Giudice ordina a terzi, generalmente il datore di lavoro del genitore inadempiente, di versare direttamente la cifra stabilita a titolo di mantenimento, sottraendola allo stipendio chiaramente, ai figli a cui era destinata.
Lo scopo è quello di garantire ai figli di poter ottenere, nel minor tempo possibile, le somme che gli spettano senza dover incardinare prima un processo di esecuzione.
Cosa Fare in Caso di Mancato Pagamento
La prima cosa da fare in caso di mancato pagamento del mantenimento da parte del genitore è sollecitarlo, attraverso un atto scritto e notificato.
In questo modo l’avente diritto ha la possibilità di interrompere la prescrizione delle singole rate ed evitare che, con il passare del tempo, il genitore inadempiente possa avvalersi della prescrizione quinquennale.
Pertanto, prima di procedere con le vie legali, ad esempio effettuando il pignoramento dei beni del debitore, è possibile diffidare per iscritto il genitore inadempiente e costituirlo in mora.
Così facendo, oltre ad interrompere la prescrizione, si ottengono anche i c.d. interessi di mora sulla somma spettante a titolo di mantenimento.
Per non commettere errori, sia nella fase di redazione della messa in mora che per la notifica della stessa, è bene rivolgersi ad un avvocato civilista e dargli il relativo incarico.
Ove il debitore non dovesse decidersi ad adempiere nemmeno dopo la messa in mora, allora sarà possibile agire in giudizio ed ottenere coattivamente le somme dovute.
Pertanto, il creditore potrà procedere con il pignoramento dei beni del soggetto debitore e incardinare il procedimento di esecuzione civile al fine di venderli coattivamente (ovvero contro la volontà del creditore proprietario) e soddisfarsi sul ricavato.
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Ricorso al Giudice Procedura per ottenere il pagamento tramite il tribunale
Nel caso in cui il genitore obbligato a versare il mantenimento non si determini a farlo, l’avente (o gli aventi) diritto dovrà necessariamente agire in giudizio per tutelare i propri interessi.
In virtù della Legge n. 206 del 2021 sono stati introdotti gli artt. 476 bis 36 e 473 bis 37 nel Codice di procedura civile i quali hanno uniformato la disciplina in materia di garanzie a tutela del credito del coniuge e della prole.
Ecco i possibili rimedi che hanno a disposizione i figli:
- Sequestro conservativo: lo scopo è quello di evitare che il debitore possa dilapidare il proprio patrimonio così da sottrarsi definitivamente all’obbligo di mantenimento;
- Ordine di pagamento ai terzi debitori: come già accennato, si tratta di uno strumento molto utile ed efficiente per il creditore insoddisfatto. Il Giudice, infatti, obbliga un terzo (che a sua volta risulta essere debitore del genitore inadempiente) a pagare direttamente ai figli del genitore inadempiente ed estinguendo così il debito, totalmente o parzialmente, che aveva verso il suo creditore (cioè il genitore inadempiente dell’obbligo di mantenimento). Tale rimedio può essere esperito solamente dopo la messa in mora, da parte della prole, del genitore inadempiente.
- Ipoteca giudiziale ed esecuzione forzata: la sentenza di divorzio e di separazione costituiscono titoli validi per l’iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni del genitore obbligato, il che gli consente di agire subito in esecuzione.
- Ritiro del passaporto: infine, rientra nel novero degli strumenti finalizzati ad indurre il debitore inadempiente all’adempimento è il ritiro del passaporto, in caso di figli minori beneficiari del mantenimento.
Per quanto concerne invece la documentazione necessaria da esibire nel processo esecutivo, necessario per poter trasformare i beni del debitore in una somma di denaro su cui può soddisfarsi il creditore, la Riforma Cartabia ha previsto che entro 45 giorni il debitore deve depositare la documentazione ipotecaria e catastale relativa ai beni oggetto dell’esecuzione.
In questo modo il Giudice potrà controllare la regolarità urbanistica e catastale dei beni prima di poterne disporre la vendita o l’assegnazione.
Prevenzione del Mancato Pagamento
Purtroppo evitare al 100% che il soggetto debitore non adempia all’obbligo di mantenimento non è fattibile, tuttavia, esistono degli ottimi strumenti di prevenzione che aiutano ad evitare, o comunque a ridurre le probabilità, che tale inadempimento possa manifestarsi.
Il metodo più semplice è quello di far stipulare ai coniugi accordi di separazione chiari ed aventi per oggetto somme che siano sostenibili anche nel lungo periodo.
È altresì importante sforzarsi di avere un atteggiamento improntato alla collaborazione tra chi deve effettuare il pagamento del mantenimento e chi, invece, deve riceverlo in modo da evitare, nei limiti del possibile, controversie.
Ancora, è consigliabile attivarsi immediatamente nel caso in cui l’obbligato non adempia tempestivamente ai propri obblighi in modo da evitare che possa maturare la prescrizione e, correlativamente, perdere la rata.
Assistenza Legale e Supporto
Nel caso in cui il genitore obbligato al mantenimento non dovesse adempiere al suddetto obbligo è bene mettersi immediatamente alla ricerca di un legale specializzato nel settore del diritto di famiglia.
Avere al proprio fianco, fin da subito, un legale che abbia una certa esperienza in questo settore può davvero fare la differenza.
Una consulenza dettagliata, infatti, può far capire fin da subito qual è la migliore strategia possibile da intraprendere per poter ottenere le somme dovute e qual è la relativa tempistica.
Inoltre, sempre attraverso una consulenza legale, è possibile anche individuare delle associazioni o comunque dei contributi messi a disposizione da enti ad hoc al fine di garantire la continuità di erogazione dell’assegno di mantenimento.
Non bisogna dimenticare, tra l’altro, che se un genitore non paga il mantenimento potrebbe anche essere che non lo faccia perché non vuole farlo ma anche perché non ha la disponibilità economica per farlo, magari a causa di un dissesto finanziario improvviso.
Pertanto, anche in questo caso è fondamentale capire come fare per poter comunque garantire un supporto economico alla prole che ne ha diritto.
Scegliere l’avvocato a cui affidarsi potrebbe non essere semplice, è consigliabile rivolgersi a legali che si siano specializzati in questa precisa branca del diritto in quanto, il diritto della famiglia è un settore in costante aggiornamento ed è importante avere solide basi per poter aumentare le probabilità di risultare vittoriosi nel merito.
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