Introduzione agli Effetti Patrimoniali della Separazione

La separazione tra coniugi porta con sé una serie di conseguenze patrimoniali che possono essere fonte di controversie.
La gestione di questi aspetti è spesso complicata, soprattutto quando non si riesce a trovare un accordo consensuale tra le parti.
In questi casi, è fondamentale considerare le implicazioni patrimoniali della separazione e, se possibile, cercare una separazione consensuale per evitare litigi e accelerare il processo.
In assenza di un accordo, sarà il giudice a intervenire per risolvere le questioni economiche e patrimoniali che sorgono tra i coniugi.
Effetti patrimoniali sulla casa familiare
Uno degli effetti patrimoniali più significativi della separazione riguarda l’assegnazione della casa familiare.
La destinazione di questo bene dipende dal tipo di separazione.
Nel caso di separazione consensuale, sono i coniugi a decidere chi continuerà a vivere nella casa coniugale.
Se non si raggiunge un accordo, sarà il giudice a stabilirlo.
Generalmente, la casa viene assegnata al coniuge presso cui sono collocati i figli minori, solitamente la madre.
Se non ci sono figli minori o se i figli sono maggiorenni ed economicamente indipendenti, la casa viene assegnata al proprietario o divisa tra i coniugi se si tratta di un bene comune.
Effetti patrimoniali separazione: obbligo di mantenimento tra coniugi
Un altro effetto patrimoniale rilevante della separazione è l’obbligo di mantenimento.
La separazione non estingue i doveri di assistenza tra i coniugi; pertanto, il coniuge economicamente più forte potrebbe essere tenuto a versare un assegno di mantenimento o alimentare al coniuge più debole.
L’assegno alimentare è destinato a coprire i bisogni essenziali del coniuge in difficoltà economica, mentre l’assegno di mantenimento mira a garantire che il coniuge possa mantenere un tenore di vita simile a quello goduto durante il matrimonio.
L’entità dell’assegno può variare a seconda che si tratti di una separazione consensuale, dove i coniugi stabiliscono l’importo di comune accordo, o giudiziale, dove il giudice decide l’importo in base alle capacità economiche dei coniugi e alle necessità dei figli, se presenti.
Effetti Patrimoniali del Divorzio Implicazioni economiche del divorzio
Anche il divorzio ha delle conseguenze patrimoniali che interessano gli ex coniugi.
Questi, infatti, a seguito del divorzio sono chiamati ad effettuare la divisione dei beni che prima erano in comune, ovvero, quei beni che prima costituivano l’oggetto della comunione legale.
A seguito della separazione giudiziale, la comunione intercorrente tra i coniugi si scioglie di modo che si viene a creare una comunione ordinaria, la quale prima o poi dovrà essere divisa.
Per effetto della divisione di tale comunione i coniugi diventano esclusivi proprietari dei beni assegnati.
Articolo di approfondimento: Ripercussioni civili e patrimoniali del divorzio
Regime Patrimoniale della Famiglia Comunione dei beni e separazione dei beni
Nel nostro ordinamento giuridico il regime patrimoniale familiare legale, che dunque si instaura automaticamente tra i coniugi salva diversa volontà di questi ultimi, è la comunione legale dei beni.
Ciò vuol dire che, salvo le eccezioni previste all’interno del Codice civile, i beni che i coniugi acquistano, separatamente oppure insieme, in costanza del matrimonio, cadono nella comunione legale e diventano di entrambi.
Ovviamente i coniugi possono optare anche per un diverso regime patrimoniale familiare, ad esempio optando per la separazione dei beni.
In questo caso i beni acquistati dai coniugi in costanza di matrimonio saranno di proprietà esclusiva di chi lo ha acquistato.
Chiaramente optare per uno o l’altro regime ha delle importanti ripercussioni sulla fase patologica del matrimonio, ovvero, nella fase del divorzio.
Questioni Patrimoniali Internazionali
Particolarmente controverse sono le questioni patrimoniali da risolvere a seguito di una separazione oppure di un divorzio internazionali, ovvero, divorzi o separazioni che presentano elementi di internazionalità e che dunque necessitano dell’applicazione di norme di diritto internazionale privato ed europeo.
Dunque, gioca un ruolo importante la Legge 31 Maggio del 1995 n. 218 sulla riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato.
Nel caso in cui due coniugi stranieri vogliano sciogliere il loro matrimonio in Italia, la normativa di riferimento è la Legge 31 Maggio del 1995 n. 218 sulla poiché permette di comprendere all’interprete quali norme applicare.
L’art. 31 della Legge citata stabilisce che, in materia di separazione e di divorzio, la legge competente è quella nazionale comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di scioglimento del matrimonio.
In mancanza, trova applicazione la legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale risulta prevalentemente localizzata.
Chiaramente le questioni patrimoniali derivanti dal divorzio o dalla separazione vanno risolte sulla base della normativa che concretamente risulterà applicabile. In caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento/divorzile, nel contesto Europeo l’art. 39 del Regolamento n. 1251 del 2012 ha stabilito l’esecuzione automatica delle decisioni dei Giudici, il che significa che se una sentenza avente forza esecutiva nello Stato membro d’origine avrà la medesima forza negli Stati membri dell’UE, senza dover intraprendere nessuna procedura speciale.
Pertanto, se uno degli ex coniugi è stato condannato in Italia a dover pagare il mantenimento (e magari anche gli arretrati non pagati) all’ex coniuge, tale sentenza potrà essere eseguita anche in altri Stati dell’Unione Europea in modo automatico.
Consigli Pratici per Gestire gli Effetti Patrimoniali
La fase della separazione e del divorzio può rivelarsi molto complicata per i coniugi, specie se non hanno alcuna intenzione di riconciliare ed è necessario dividere un patrimonio familiare cospicuo.
In questi casi, infatti, entrambi i coniugi tendono a voler chiudere al più presto possibile la questione ed ottenere il massimo possibile.
Questo atteggiamento però potrebbe rivelarsi poco produttivo e tutt’altro che vantaggioso.
I coniugi, infatti, dovrebbero cercare di mediare fin da subito, ovvero, fin dalla decisione di separarsi, trovando un accordo sugli aspetti più importanti, come ad esempio l’assegnazione della casa di famiglia, l’entità dell’assegno di mantenimento e così via.
Un’ottima idea potrebbe essere quella di rivolgersi ad un avvocato, oppure a due avvocati, uno per ogni coniuge, e trovare insieme un assetto al patrimonio familiare che sia adeguato agli interessi di entrambi, in modo da evitare di dover incardinare un giudizio e attendere il Giudice che decida.
Attraverso la stipula di accordi di separazione o di divorzio è possibile anche sfruttare le agevolazioni fiscali e magari effettuare dei trasferimenti patrimoniali che, in altre circostanze, avrebbero imposto il pagamento di importanti tributi.
Pertanto, è importante avere i nervi saldi e gestire nel modo più intelligente possibile le conseguenze patrimoniali che derivano dallo scioglimento del matrimonio.
Per fare ciò potrebbe rivelarsi utile rivolgersi ad un avvocato matrimonialista e chiedergli una consulenza legale dettagliata, in modo da sapere fin da subito come muoversi.
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