Divorzio breve in comune: come fare, costi, procedura e modulistica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 03/06/2024
Quando si parla di divorzio si fa riferimento a quel particolare istituto giuridico che permette lo scioglimento, o più precisamente, la cessazione degli effetti civili del matrimonio quando tra i coniugi viene meno la comunione materiale e spirituale di vita.
Tuttavia, è bene precisare che il divorzio ha un costo che grava sugli interessati, è risaputo infatti che sono tante le coppie che, soprattutto in passato, non sono ricorse al divorzio per via dei costi che erano previsti e della necessità di rivolgersi ad un legale.
Da qualche anno però la prospettiva è mutata grazie alla legge 10 novembre 2014 n. 162, che è la Conversione del decreto-legge 12 settembre 2014 n. 132, recante “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”, definita anche legge sul divorzio in comune o divorzio breve, è possibile decidere di far cessare la propria vita coniugale senza doversi preoccupare eccessivamente delle spese che comporta un tale istituto giuridico.
Non solo si tratta di un procedimento molto più economico, ma anche più rapido, dal momento che la legge sul divorzio in comune consente di evitare il ricorso al giudice del tribunale e all’avvocato, recandosi direttamente in Comune alla presenza del sindaco o dell’addetto all’anagrafe, formalizzando la separazione o il divorzio.
Il che inevitabilmente ha degli effetti positivi sia sui costi che sui tempi.
Prima si accerterà che i coniugi vogliano realmente separarsi, poi darà loro 30 giorni per meditare sulla scelta, e se, dopo il termine, la volontà verrà riconfermata, il legame matrimoniale cesserà.
Le novità introdotte con la legge sul divorzio veloce in comune
La procedura del divorzio breve in comune introduce due modi diversi rispetto al tradizionale ricorso al tribunale.
È possibile recarsi presso lo studio di un avvocato per firmare una scrittura che poi viene trasmessa in tribunale per ottenere il “nulla osta” del p.m. (la cosiddetta negoziazione assistita); la seconda prevede che ci si rechi presso l’anagrafe del Comune (ma solo a condizione che non si debbano trasferire la casa coniugale o altri beni patrimoniali) e non è necessaria l’assistenza del legale.
La presenza di quest’ultimo infatti è meramente facoltativa, il che permette di garantire un sostanziale abbattimento dei costi necessari per porre nel nulla gli effetti civili del matrimonio celebrato dinanzi all’ufficiale di stato civile.
La differenza sostanziale di queste modalità di divorzio veloce è che, mentre alla prima si può accedere anche nel momento in cui la coppia abbia figli minori, con handicap o non autosufficienti sul piano economico, per il divorzio in comune è necessario che i coniugi non abbiano prole.
Il tratto condiviso dalle due procedure, invece, è che sussista il consenso dei coniugi: qualora manchino l’accordo o l’intesa su ogni aspetto, ivi compresi l’importo dell’assegno di mantenimento, sia a favore del coniuge, sia a favore della prole, bisognerà rivolgersi al tribunale, e non si potrà quindi godere dei benefici in termini di tempi e costi che il divorzio veloce in comune consente.
È possibile ricorrere alle modalità previste dalla nuova legge sul divorzio in comune anche nel caso in cui si debbano rivedere le condizioni già stabilite in precedenza all’atto della separazione.
È infatti possibile che vi faccia ricorso anche chi si è già separato prima dell’entrata in vigore della riforma o a chi, volendo modificare le condizioni di divorzio, aveva divorziato con il vecchio sistema.
Divorzio in comune: requisiti
Fatte le debite premesse e distinzioni, è fondamentale individuare i presupposti in base ai quali è possibile richiedere il cosiddetto divorzio in comune.
L’asse gravitazionale attorno a cui ruota questa forma di divorzio è il consenso, o meglio, la comune volontà dei coniugi.
In caso contrario, è necessario rimettersi ad una volontà terza ed imparziale che regolerà tutta la procedura di separazione o di divorzio.
Oltre al consenso dei coniugi, esistono ulteriori presupposti per poter ottenere il divorzio direttamente in comune.
Il legislatore ha previsto una precisa regolamentazione volta a proteggere le parti deboli del divorzio come i bambini.
È necessario sottolineare infatti che non è possibile richiedere il divorzio in comune con figli minorenni, incapaci, portatori di handicap grave o maggiorenni non autosufficienti.
In questi casi l’assistenza di un legale potrebbe risultare fondamentale per garantire al meglio i diritti di tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, non è possibile procedere con il divorzio in Comune quando l’accordo tra i coniugi investe aspetti patrimoniali che interessano l’intero nucleo familiare.
Un dubbio interpretativo sorge in merito all’assegno di mantenimento, visto che alcuni Comuni ritengono che esso non possa essere stabilito dai coniugi poiché assimilato a un trasferimento patrimoniale, mentre altri (come Milano o Ivrea) non includono il mantenimento in tale divieto.
Dove ci si deve presentare per la separazione o il divorzio in Comune?
Per procedere al divorzio consensuale al Comune è necessario che entrambi i coniugi si rechino presso la casa Comunale dell’ufficio anagrafe dinanzi all’ufficiale di stato civile, o in mancanza, dinanzi al sindaco.
I coniugi devono recarsi nel Comune di residenza di uno di loro, o direttamente nel Comune presso cui è stato trascritto l’atto di matrimonio.
Hanno la facoltà di avvalersi dell’assistenza di un legale, anche se non obbligatoria.
Divorzio in Comune modulistica: tutto ciò che è necessario per sciogliere il vincolo matrimoniale e per la separazione consensuale
Se si è intenzionati ad avvalersi di questa modalità di divorzio, è bene conoscere in anticipo quali sono i documenti necessari da esibire direttamente in Comune:
- Documento di identità dei coniugi
- Autocertificazione di residenza, luogo e data di matrimonio
- Attestazione di assenza di figli
Per il divorzio veloce in Comune bisognerà aggiungere:
- Copia della sentenza di separazione giudiziale o il decreto di omologa di separazione in caso di separazione consensuale, o l’originale dell’accordo di separazione se si è ricorso alla negoziazione assistita.
Quali sono i costi del divorzio in Comune?
Uno dei tratti salienti di questa modalità di divorzio sono i costi esigui.
Grazie al divorzio in Comune, è possibile divorziare senza dover pagare cifre sostanziose, con un diritto fisso di 16 euro per i diritti da versare all’Ufficio di Stato Civile.
Questo costo include il pagamento della marca da bollo necessaria per l’ufficializzazione del divorzio.
La possibilità di evitare le parcelle degli avvocati rende questa modalità di divorzio accessibile a una vasta gamma di persone, riducendo significativamente le spese legali.
In alcune città, tuttavia, potrebbe essere opportuno rivolgersi comunque a un avvocato per assicurarsi che tutti i propri diritti siano rispettati e per redigere l’accordo di separazione, che poi verrà semplicemente formalizzato in Comune.
Divorzio breve in Comune: procedura

Il divorzio in Comune prevede un primo incontro nel quale il Sindaco o l’ufficiale di stato civile redige l’accordo di separazione, verificando che entrambe le parti siano d’accordo e consapevoli della decisione presa.
Dopo questo primo incontro, viene concesso un periodo di riflessione di 30 giorni durante il quale i coniugi possono meditare sulla scelta fatta.
Questo intervallo serve a garantire che la decisione sia ben ponderata e definitiva.
Al secondo incontro, se entrambi i coniugi si presentano e confermano la loro intenzione di divorziare, l’accordo di separazione viene ratificato e gli atti vengono inviati agli uffici competenti per le necessarie annotazioni sull’atto di matrimonio.
Se uno o entrambi i coniugi non si presentano al secondo incontro, l’accordo di separazione decade, e l’intera procedura deve essere riavviata.
Questa procedura garantisce una certa flessibilità, permettendo ai coniugi di ripensarci senza conseguenze immediate, ma allo stesso tempo assicurando che, in caso di conferma, il divorzio venga formalizzato rapidamente.
Quali sono i tempi del divorzio al Comune?
I tempi del divorzio in Comune possono variare a seconda della situazione precedente dei coniugi.
Nel caso di separazione giudiziale, ovvero quando la separazione è avvenuta dinanzi a un giudice terzo e imparziale in un processo giurisdizionale, è necessario che trascorra un anno prima di poter accedere al divorzio.
Questo periodo serve a garantire che vi sia un tempo sufficiente per eventuali riconciliazioni e per la riflessione approfondita su una decisione così significativa.
Viceversa, se i coniugi hanno fatto ricorso a una separazione consensuale, il periodo di attesa per procedere con il divorzio è di soli sei mesi.
Questo termine ridotto si applica indipendentemente dalla modalità con cui è stata effettuata la separazione consensuale, che può essere avvenuta in tribunale, in Comune o attraverso la negoziazione assistita.
Questa riduzione dei tempi rende la procedura del divorzio breve in Comune particolarmente vantaggiosa per coloro che desiderano chiudere rapidamente la loro unione matrimoniale, senza dover attendere a lungo per la formalizzazione del divorzio definitivo.
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