Guida al Divorzio Breve con Figli: Procedure, Diritti e Tutela per una Separazione Rapida e Rispettosa

Il divorzio breve è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico in virtù della Legge n. 66 del 6 maggio 2015.
Si tratta di una particolare forma di divorzio che, diversamente da quella giudiziale, permette ai coniugi di sciogliere il vincolo del proprio matrimonio in un minor lasso di tempo, anche nel caso in cui vengano coinvolti i figli.
Ma cos’è il divorzio breve? La locuzione “breve”, (sia relativamente al divorzio che alla separazione), allude alla possibilità di procedere al divorzio con una modalità più snella rispetto al divorzio tradizionale, evitando, laddove sia possibile, il ricorso ad un’autorità giurisdizionale.
Pertanto, quando si parla di divorzio breve, si fa riferimento sia alla modifica legislativa che ridotto il tempo minimo che deve intercorrere tra separazione e divorzio, sia alla possibilità di finalizzare la procedura in modo molto più semplice e veloce rispetto a ciò che accadeva anni fa.
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Separazione Breve con Figli
L’art. 6 del Decreto Legge n. 132 del 2014, successivamente convertito in Legge del 2014, ha introdotto nel nostro sistema ordinamentale la negoziazione assistita per le controversie concernenti la separazione, divorzio e le modifiche delle condizioni di separazione o divorzio.
Proprio come accade per il divorzio, dunque, anche per la separazione breve è fondamentale che vi sia un accordo tra i coniugi in merito all’affidamento della prole e all’assegno di mantenimento dei figli (ove esistenti).
Pertanto, questa modalità di separazione permette ai coniugi di risolvere subito la problematica relativa all’affidamento e al collocamento dei figli durante la fase della separazione.
Infatti, con la separazione breve, sono i coniugi stessi, di comune accordo, a dover decidere con chi abiterà la prole.
Per quanto concerne l’affidamento, invece, nel nostro ordinamento si tende a prediligere il c.d. affidamento condiviso dei figli, ovvero, spettante sia al padre che alla madre.
Questo perché, tale tipologia di affidamento permette ai figli di preservare il loro rapporto con entrambi i genitori e non limita la responsabilità genitoriale di questi ultimi.
Si tratta chiaramente di aspetti complessi e delicati che, in caso di disaccordo, impongono di fare ricorso al Giudice.
La presenza dei figli minorenni, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, ovvero figli maggiorenni economicamente non autosufficienti, la procedura di separazione breve tende ad aggravarsi rispetto al caso in cui tali soggetti non ci sono.
Infatti, ove la separazione (ma lo stesso dicasi anche in caso di divorzio) non coinvolga tali soggetti, l’accordo raggiunto dai coniugi in sede di negoziazione assistita viene trasmesso dagli avvocati al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente e, nel caso in cui non vi siano irregolarità, rilascerà agli avvocati delle parti interessate apposito nullaosta.
Viceversa, in caso di separazione con figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, ovvero figli maggiorenni economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto andrà trasmesso nel termine di dieci giorni al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente che autorizzerà l’accordo solo se congruo all’interesse dei figli.
In caso di contrario, nel termine di cinque giorni, il Procuratore è tenuto a trasmettere l’accordo al Presidente del Tribunale che fisserà la comparizione delle parti senza ritardo entro e non oltre i successivi trenta giorni.
Dopo aver ottenuto il nullaosta da parte del Procuratore, gli avvocati delle parti, entro dieci giorni, dovranno notificare e la convenzione accordata e sottoscritta dai coniugi all’Ufficiale dello Stato civile del Comune dove l’atto di matrimonio è stato sottoscritto.
Procedure e Aspetti Pratici del Divorzio Breve con Figli Risposta Diretta
La Legge sul Divorzio breve non ha modificato la procedura da seguire per poter ottenere il divorzio, tuttavia, ha accelerato i tempi necessari.
In altre parole, all’indomani dell’entrata in vigore del divorzio breve, il legislatore non ha introdotto nessun cambiamento per quanto concerne i passaggi necessari per giungere alla cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Sia nel caso in cui vi sia un accordo tra i coniugi (necessario per il divorzio breve) sia nel caso in cui quest’ultimo non ci sia, occorre sempre passare per la fase preliminare e prodromica della separazione legale.
Come accennato, in caso di presenza di figli minorenni, il divorzio breve può essere effettuato solo attraverso la negoziazione assistita (e non attraverso la dichiarazione resa dinanzi al Sindaco).
Attraverso una convenzione scritta, i coniugi possono stabilire la cessazione degli effetti civili del matrimonio (oppure la separazione) ovvero mediante negoziazione assistita.
La suddetta convenzione deve essere redatta in presenza di almeno un legale per parte, dopodiché, dovrà essere inoltrata, a cura dell’avvocato, al Procuratore come sopra illustrato.
Dopo aver analizzato la procedura, è bene chiedersi quali diritti ha la moglie dopo il divorzio breve.
Sinteticamente, l’ex moglie ha gli stessi diritti che ha il coniuge che ha ottenuto il divorzio giudiziale o qualsiasi altra tipologia di divorzio.
Pertanto, ha diritto ad ottenere l’assegno divorzile, la reversibilità in caso di morte dell’ex coniuge, una quota del TFR dell’ex coniuge, nonché il diritto ad un assegno periodico sulla successione dell’ex coniuge ai sensi dell’art. 9 bis della Legge n. 898 del 1970.
A seguito del divorzio, inoltre, il coniuge collocatario, ovvero il coniuge presso cui sono collocati i figli, ha il diritto ad avere anche la casa coniugale in modo da poter continuare a vivere nel medesimo ambiente insieme alla prole.
Assegnazione dei Figli e Tutela Durante la Separazione
Come già anticipato, nel nostro sistema ordinamentale, a prescindere dalla tipologia di separazione o di divorzio, la regola è data dall’affidamento condiviso dei figli.
Ciò significa che ad entrambi i genitori, anche a seguito del divorzio, competerà l’esercizio della responsabilità genitoriale.
Pertanto, ambedue avranno un ruolo cruciale nelle decisioni più importanti nella vita dei figli.
Viceversa, l’affidamento esclusivo della prole, rappresenta una vera e propria eccezione, giustificata dalla necessità di proteggere i figli.
In sede di separazione breve, normalmente, tutto viene regolato dal consenso dei coniugi, compreso quest’aspetto delicatissimo.
L’affidamento esclusivo, ormai, rappresenta una rarità e viene attuato (anche volontariamente dai coniugi) quando il genitore può rappresentare un pericolo peri i figli, oppure, se non hanno nessun interesse per la vita e l’educazione degli stessi.
In tali circostanze, l’esercizio della responsabilità genitoriale si concentrerà esclusivamente in capo al coniuge affidatario, mentre la titolarità della responsabilità permane anche all’altro coniuge.
Ciò vuol dire che se da un lato è vero che spetterà al coniuge affidatario la gestione e la rappresentanza dei figli, è altrettanto vero che l’altro coniuge (non affidatario) ha comunque il diritto di partecipare a quelle decisioni importanti per la vita dei minori.
Infine, è bene sottolineare che la separazione è una fase complicata anche, e forse soprattutto, proprio per i figli coinvolti.
Spesso i più piccoli tendono a non accettare la separazione oppure a colpevolizzarsi per ciò che è accaduto.
In questi casi potrebbe essere utile valutare l’opportunità di rivolgersi ad un professionista per un sostegno psicologico.
Il confronto con uno psicologo, infatti, può aiutare i genitori ad individuare strategie più funzionali a trasmettere un senso di protezione e di continuità familiare, nonostante l’importante cambiamento in atto.
Domande frequenti sul divorzio breve con figli
Come si ottiene il divorzio breve in comune con figli minorenni?
Per poter ottenere il divorzio breve in caso di figli minorenni è necessario ricorrere alla negoziazione assistita. Viceversa, il divorzio breve in Comune non è possibile in caso di figli minorenni coinvolti.
Come viene stabilito l’assegno di mantenimento per i figli durante il divorzio breve?
Ciò che caratterizza il divorzio breve è il consenso dei coniugi sulle questioni più importanti del divorzio, compreso l’assegno di mantenimento per i figli. Pertanto, i coniugi sono liberi di fissare, di comune accordo, il quantum del mantenimento dei figli in base alle proprie possibilità economiche. Per prassi, la misura delle spese di mantenimento è fissata nella misura del 50% per ogni genitore.
Conclusioni sul divorzio breve con figli
Giunti a questo punto potrebbe sorgere spontanea la domanda: cosa comporta il divorzio breve con figli?
Gli effetti che derivano dal divorzio breve sono essenzialmente quelli che derivano da qualsiasi altra tipologia di divorzio e la presenza dei figli non cambia la situazione.
Infatti, anche con il divorzio breve si ha una definitiva cessazione degli effetti civili del matrimonio, quello che cambia però è il tempo necessario per poter ottenere la suddetta cessazione.
Diversamente dal divorzio giudiziale, caratterizzato da tempi decisamente più lunghi, il divorzio breve con figli può concludersi anche nell’arco di pochi mesi.
Lo scopo di questa particolare modalità di divorzio, infatti, è quello di agevolare i coniugi che si dimostrano collaborativi nella fase patologica del matrimonio ed evitare di dover agire in giudizio.
Ovviamente anche il divorzio breve ha delle importanti ripercussioni sullo stato emotivo della prole, spesso quelli che tendono ad accusare di più le conseguenze negative che derivano dalla disgregazione della famiglia.
Per avere maggiori informazioni sulle caratteristiche e sulle tempistiche del divorzio breve, è possibile consultare le varie domande e risposte riportate nel presente articolo oppure rivolgersi direttamente ad avvocati specializzati, come quelli che puoi trovare qui su Avvocato Divorzista Milano.